Il braccio di ferro interno alla maggioranza di Governo svoltosi da mesi dietro le quinte è destinato a chiudersi solo nella tarda nottata odierna, costituendo una vera e propria sfida oggetto di una “serrata”blindata” riunione svoltasi a Palazzo Chigi tra il premier Giorgia Meloni, e dei due “vice” Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Forza Italia) per la nomina dei Cda e degli amministratori delle più importanti aziende controllate dallo Stato. Confermando le previsioni, pubblicate nei giorni scorsi dal CORRIERE DEL GIORNO, Claudio Descalzi è stato confermato alla guida dell’ENI come amministratore delegato. Stefano Donnarumma, che ricopriva analogo incarico in Terna, andrà all’ENEL.
Alla guida di Leonardo (ex Finmeccanica) il gigante della difesa e dell’aerospaziale italiana, è stato indicato come amministratore delegato l’ex ministro Roberto Cingolani , consigliere di Palazzo Chigi, affiancato dal comandante della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana (attuale comandante della Guardia di Finanza prossimo alla pensione (in quota Lega).
Riconfermato al vertice delle Poste italiane come amministratore delegato e direttore generale Matteo Del Fante affiancato dal condirettore generale Giuseppe Lasco, ai quali dovrebbe affiancarsi come presidente il generale (ex Fiamme Gialle e “servizi” ) Luciano Carta proveniente con la stessa carica da Leonardo. La premier Giorgia Meloni ha mantenuto la promessa di portare una donna alla guida di una grande azienda pubblica. Sarà Giuseppina Di Foggia, in passato top manager di Alcatel-Lucent e successivamente di Nokia in Italia, a guidare la società delle reti elettriche Terna come amministratore delegato. Smentite le voci di nomina di Lucia Morselli che ha ormai le valigie in mano dalla guida di Acciaierie d’ Italia
Il segnale più importante è stato quello della continuità rispetto al passato, “i manager dai risultati importanti non si cambiano” commentano fonti di Palazzo Chigi contrariamente invece ai voleri della Lega che voleva una rivoluzione dei vertici delle società pubbliche. Adolfo Urso (Fratelli d’ Italia) ministro delle Imprese e del Made in Italy, intervenendo a “Porta a Porta” intervistato da Bruno Vespa la vede in modo diverso dalla Lega sostenendo la linea della premier Meloni: “Quello che credo sia importante, che credo si sia capito anche dalle prime nomine fatte, è che per noi conta la competenza non l’appartenenza“.
A maggio 2024 sarà il turno della Cassa Depositi e Prestiti dove sono in scadenza il presidente Giovanni Gorno Tempini, e l’amministratore delegato Dario Scannapieco, le cui posizioni non rientrano tra quelle soggette a spoil system. Analoga tempistica e situazione simile anche per i vertici delle Ferrovie dello Stato, attualmente affidate a Nicoletta Giadrossi e Luigi Ferraris.
C’è infine il capitolo dell’azienda pubblica radiotelevisiva Rai. Il mandato dell’Ad Carlo Fuortes, che termina tra oltre un anno, difficilmente potrebbe arrivare alla sua scadenza naturale. L’obiettivo di Giorgia Meloni, è quello di riequilibrare l’assetto della tv pubblica verso il centrodestra affidandosi su Giampaolo Rossi già nel CdA di viale Mazzini in quota Fratelli d’ Italia.