ROMA -Fissato per oggi su sua richiesta, l’interrogatorio in procura del carabiniere Pietro Costa, 32 anni indagato insieme al collega di violenza sessuale nei confronti di due studentesse americane di 19 e 21 anni. Che cosa succederà? Il carabiniere Costa ammetterà o no di aver abusato della diciannovenne americana? Oppure negherà su tutta la linea, come ha fatto sabato scorso il suo capopattuglia, l’appuntato scelto Marco Camuffo, 43 anni, assistito dall’avvocato Cristina Menichetti, il quale ha confessato il rapporto sessuale con l’altra ragazza, 21 anni, originaria del Maine, rigettando le accuse di stupro: “Era d’accordo. E comunque non sembrava affatto ubriaca“. L’ appuntato Camuffo sostiene di non aver visto l’altro collega appartato con l’amica e di non sapere niente di quello che può essere accaduto.
Peccato per lui che il test alcolemico effettuato in ospedale alle 5 della mattina di giovedì scorso, due ore dopo l’aggressione subita, racconti un’altra verità, con un risultato molto alto. A stretto giro sarà effettuato un altro esame per la proiezione retroattiva che consente di misurare la percentuale alcolica nel sangue al momento della violenza. Lo eseguirà l’istituto di genetica forense dell’Ospedale Careggi su incarico della Procura di Firenze guidata dal procuratore Giuseppe Creazzo.
Compie un passo avanti anche l’inchiesta della procura militare di Roma, dove entrambi gli accusati verranno sentiti la prossima settimana per rispondere alle accuse di violata consegna e peculato militare per il loro comportamento di quella sera. Reati gravissimi che potrebbero accelerare la “cacciata” dall’Arma dei Carabinieri . Anche perché è lungo l’elenco delle norme che hanno infranto, compresa quella che li obbligava a compilare la relazione di servizio. E invece nessun documento sull’intervento di quella notte è mai arrivato ai superiori. Lo stato di ubriachezza pone le ragazze, una delle quali era anche stordita dall’hashish, in una condizione di estrema difficoltà, di minorata difesa appunto, che esclude ogni forma di consenso a qualsiasi genere di rapporto sessuale. I referti ospedalieri confermano per entrambe le giovani il rapporto sessuale.

Tra gli altri esami disposti dal procuratore aggiunto Rodrigo Merlo e la pm Ornella Galeotti, ci sono anche quelli tossicologici e sui reperti biologici sugli abiti delle studentesse e sui luoghi della presunta violenza, l’ascensore e il pianerottolo. Non potranno invece essere effettuati i test sulle divise dei carabinieri perché queste non sono state sequestrate. Proseguono, inoltre, altri controlli, compresi quelli relativi ai tabulati telefonici degli indagati.

Dalle indagini su quanto accaduto l’altra notte a Firenze, i due carabinieri erano usciti insieme in pattuglia per la prima volta, eppure hanno dimostrato una disinvoltura e una cinica complicità che ha suscitato più di qualche sospetto. Hanno forse alle spalle esperienze di disinvoltura nei confronti delle ragazze che affollano la discoteca Flò? Il procuratore Creazzo lo esclude in generale precisando che “l’Arma in questa storia è parte lesa e sta ampiamente collaborando con la Polizia titolare delle indagini”.
Le ragazze americane avevano bevuto molto, una di loro è anche risultata positiva all’ hashish. I controlli medici sulle analisi effettuate potranno stabilire il loro grado di ubriachezza, dal quale potrebbe discendere eventualmente anche un’aggravante per i militari che in tal caso rischierebbero di dover rispondere delle aggravanti di aver approfittato di persone che non erano in grado di intendere e di difendersi. Oggi, è previsto l’arrivo a Firenze della madre di una delle giovani.
