Alla Stazione Navale Mar Grande di Taranto intorno alle 9.40 circa di ieri si è celebrata è stata una bella giornata di festa, in cui emozione si respirava nell’aria, mentre il cacciatorpediniere “Francesco Mimbelli” della Marina Militare si avvicinava alla banchina per attraccare e rientrare in rada, accolti dalle urla di gioia dei parenti dei marinai che hanno fatto rientro a casa dopo 7 mesi trascorsi a solcare i mari del Sud del mondo a caccia di pirati, partecipando all’ operazione “Ocean Shield” della NATO, predisposta per contrastare la pirateria nell’Oceano Indiano e nel Golfo di Aden.
L’attività svolta dal cacciatorpediniere “Francesco Mimbelli“, composto da circa 330 uomini e donne sotto la guida del capitano di vascello Davide Berna, è stato quella di proteggere le navi mercantili sulle rotte marittime del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano, come nel caso alle quest’ultima impegnata nel “World Food Program” contribuendo a far calare del 93%. la percentuale del numero degli assalti dei pirati dopo le impennate negative del 2010, e con i commossi ricordi del lavoro ed impegno amorevole delle suore missionarie in Africa. Inoltre l’attività della nave della Marina Militare è stata di cooperazione e solidarietà svolta in favore delle popolazioni dei paesi del Corno d’Africa che si affacciavano sulla costa, a cui ha distribuito aiuti umanitari e beni di prima necessità, senza dimenticare la funzione umanitaria a sostegno di missioni e comunità di Antsiranana, in Madagascar di Dar Es Salam in Tanzania, e di Douda a Djibouti.
Con l’ausilio ed utilizzo delle forze specializzate della Brigata Marina “San Marco“, del Gruppo Operativo Subacquei e della Sezione Elicotteri della Marina Militare è stata condotta attività di addestramento a favore delle Marine dei Paesi locali, al fine di poter acquisire delle proprie capacità autonome di controllo delle coste e dei mari adiacenti. «Abbiamo garantito la giusta attenzione ad un’area grande quanto tutta l’Europa, particolare economicamente, culturalmente, meteorologicamente, ad esempio ora soffia il monsone di sud ovest è pieno di barchini di persone in navigazione, in quel tratto di mare, pronti ad approfittare di ogni occasione – ha spiegato il capitano di vascello, Davide Berna , comandante della nave – Il nostro compito è quello di negare queste occasioni. Loro, sanno benissimo di doversi limitare a pescare, fare qualche traffico, e di non dover attaccare il traffico mercantile. I punti più critici sono in Somalia, dove, finché non si creerà un governo stabile, folle di persone cercheranno in qualche modo di guadagnarsi da vivere e migliorare la loro condizione, come nel Canale di Sicilia, in maniera legale, ed a volte illegale. Mare Nostrum è un nostro pensiero. Tra 20 giorni, un mese, saremo pronti, se richiesto, a dare il contributo, col sorriso sulle labbra“
«Abbiamo distribuito il materiale raccolto in Italia – ha aggiunto il comandante Berna – comprato in loco, addirittura raccolto spontaneamente tra i marinai italiani, che sono i più generosi del mondo. Una suora francese, in Madagascar da 45 anni, ha una casa famiglia, avvia i ragazzi alla scuola. Le nostre rappresentanze diplomatiche, consoli ed ambasciatori, ci hanno segnalato i casi più problematici. C’è chi fa del bene». Presso l’opera di Suor Jeanine, in Madagascar nell’orfanotrofio di Diego Suarez, nel quartiere povero di Gran Pavoir, è stato consegnato materiale didattico, insieme a medicine, giocattoli, beni di prima necessità, mentre le Suore Missionarie di Carità di Ivrea, presenti a Kawe, in Tanzania, hanno ricevuto di 10 metri cubi di latte pediatrico, farmaci e giochi.
L’equipaggio del cacciatorpediniere “Francesco Mimbelli” oltre a visitare le missioni di Consolata Nursery School a Mbagala in Tanzania, ha avuto incontri diplomatici, con Paesi e marine straniere, svolto esercitazioni in mare con la Guardia Costiera dello Yemen, e fatto tappa al Salone Internazionale della Difesa Marittima di Doha, il Dimdex, nel Qatar. Ha partecipato anche al “Menc” la conferenza su stabilità e sicurezza marittima nel Medio Oriente. In questo momento in quelle acque, è rimasta la nave Andrea Doria della nostra Marina Militare che partecipa in missione alla forza marittima europea.